15° POST- COSTRUZIONE DELLE SCALE MAGGIORI COI BEMOLLI

COSTRUZIONE DELLE SCALE MAGGIORI COI BEMOLLI


Fino ad ora abbiamo costruito scale maggiori e minori per moto ascendente, inserendo quindi alterazioni ascendenti.

Possiamo costruire scale anche per moto discendente inserendo quindi alterazioni discendenti (bemolli).

Il procedimento è sempre lo stesso ma dovremmo procedere per moto discendente.


Riprendiamo la scala di Do Maggiore




La tonica di partenza sarà sempre il Do , per comodità partiamo dal Do acuto
Identifichiamo i due tetracordi
La nuova tonica di partenza sarà in questo caso il Fa
Ora costruiamo la scala maggiore partendo dalla nuova tonica.

Scala di Fa Maggiore




Proseguendo :
Dividendo in due la scala otteniamo la nuova tonica sib
la nuova scala sarà: Scala di sib Maggiore


e così via...


CIRCOLO DELLE QUINTE TONALITA' MAGGIORI COI BEMOLLI

Per ricavare le tonalità minori procedere come per le tonalità Maggiori
Anche per le tonalità coi bemolli vale la regola delle tonalità relative ( da una tonalità Maggiore scendere di una terza minore per trovare la relativa minore e vice versa. )

CIRCOLO DELLE QUINTE TONALITA' MINORI COI BEMOLLI


CIRCOLO DELLE QUINTE TONALITA' MINORI COI DIESIS





SEQUENZA DEI DIESIS E DEI BEMOLLI

14° POST - COSTRUZIONE DELLE SCALE MUSICALI COI DIESIS

COSTRUZIONE DELLE SCALE MAGGIORI CON

I DIESIS


Iniziamo col dire che la scala prende il nome dal grado con cui inizia.

Analizziamo la seguente scala:




Il primo grado è un Do quindi è una scala di Do, i semitoni sono posti secondo la struttura del modo maggiore, quindi è una scala di Do Maggiore.
Questa scala è detta scala modello perchè senza aver bisogno di alterare nessuna nota rispetta la struttura del modo maggiore. Se volessimo costruire una scala maggiore partendo da qualsiasi altra nota avremmo bisogno di inserire delle alterazioni lungo il percorso.
ES:  

Il primo grado è un sol quindi è una scala di Sol, è maggiore perchè rispetta la struttura del modo Maggiore, ma abbiamo avuto bisogno di inserire un diesis sul 7° grado per poter aver la corretta sucessione dei toni e semitoni.
Riprendiamo la scala di Do Maggiore, se la dividiamo a metà otteniamo due parti identiche costituite della successione di due toni e un semitono, queste due parti si chiamano tetracordi.
Il tetracordo è una successione di 4 suoni nell'ordine della scala. Tutte le scale di genere diatonico sono formate da due tetracordi ( quelle Maggiori hanno la particolarità di avere tetracordi uguali ). I due tetracordi sono uniti da un intervallo di Tono.



Ora se noi prendiamo come primo grado la nota con cui inizia il secondo tetracordo ascendente e costruiamo una nuova scala di modo maggiore partendo da essa otteniamo una nuova scala ma con al suo interno una nota alterata ( FaD)
La scala è di Sol Maggiore




Proseguiamo dividiamo ancora in due la nuova scala, quindi partiamo dalla nota Re
otteniamo
Questa volta abbiamo bisogno di alterare anche il Do.

Concludendo:
Partendo dalla nota con cui inizia il secondo tetracordo e costruendo la nuova scala, dobbiamo sempre aggiungere un D esauriti i gradi della scala modello otterremmo 7 scale maggiori ognuna sempre con una nota in più alterata di un semitono ascendente.
Tutto questo può essere riassunto in uno schema chiamato circolo delle quinte detto tale perchè la nuova scala che costruiamo inizia sempre sul quinto grado della scala precedente.
se riassumiamo il tutto con lo schema del circolo delle quinte otteniamo la seguente successione


Ogni scala Maggiore ha la sua relativa minore e vice versa.
Per ricavare una scala minore dalla sua relativa maggiore basta scendere di una terza minore dalla tonica della scala di riferimento.
Da una tonalità minore salire di una terza minore.
Es:
scala di Do Maggiore - una terza sotto andiamo in La minore
scala di Mi Maggiore - una terza sotto andiamo in DoD minore
ecc...


13° POST - LE SCALE MUSICALI

SCALA MUSICALE

Per scala musicale si intende la successione variabile di suoni, ordinati per moto ascendente o discendente compresi nell'ambito dell' ottava. I suoni che costituiscono la scala si chiamano gradi.

Le scale musicali si classificano per :
  • GENERE : in base al numero dei gradi che le compongono
  • MODO : in base alla posizione dei semitoni all'interno di una scala
  • TONO : In base al punto d'intonazione del primo grado della scala
GENERE:

Esistono 4 gruppi principali di scale


PENTATONICHE : formate da 5 gradi
ESATONALI : formate da 6 gradi






DIATONICHE : formate da 7 gradi





CROMATICHE : formate da 12 gradi                                   







SCALE DIATONICHE


Le scale diatoniche o eptatoniche, sono formate da 7 gradi, secondo una progressione in cui i 5 toni sono intercalati da 2 semitoni in posizione variabile.
In base a dove si posizionano i semitoni abbiamo scale di modo diverso.
Quelle che ci interessano maggiormente sono due:
Quelle di modo maggiore e minore.

SCALA DI MODO MAGGIORE


I semitoni sono posti tra il 3° e 4° grado e tra il 7°e 8° grado ( l'ottavo grado equivale al primo )


 


SCALA DI MODO MINORE

I semitoni sono posti tra il 2°e 3° grado e tra il 5°e 6° grado



Ogni grado della scala ha un nome e una sua funzione più o meno importante
I° Grado - TONICA:
Molto importante perchè da il nome alla scala e alla tonalità del brano, rappresenta il punto di intonazione ovvero è il grado verso cui si rapportano tutti gli altri secondo determinate regole.
II° Grado - SOPRATONICA:
Grado di passaggio , non ha una particolare importanza

III° GradoMEDIANTE , MODALE , CARATTERISTICA:
Grado molto importante :
Mediante : perchè si trova tra il I & V grado
Modale : perchè determina il modo ( Maj o min ) della scala ovvero a distanza di una terza Maj ( 2T ) dalla tonica si è in un modo Maj , a distanza di una terza min ( 1T e 1 St ) si è in un modo min.
Caratteristica: per il concetto sopra esposto caratterizza il brano musicale.

IV° Grado – SOTTODOMINANTE , CONTROSENSIBILE , SENSIBILE MODALE:
Sottodominante: In quanto occupa il posto antecedente alla dominante ( V° grado )
Controsensibile: In quanto per la sua distanza di un semitono dal III grado può risolversi su di
esso per moto discendente come la sensibile (VII grado) risolve ascendendo.
Sensibile modale: Per il concetto sopra esposto se risolve sul III grado a distanza St determina la risoluzione nel modo Maggiore , mentre a distanza 1T risolve nel modo minore.

V° Grado - DOMINANTE:
Grado molto importante in quanto “ domina” la scala attira verso di se i gradi antecedenti , e rilancia i successivi verso la nuova tonica. E' anche il primo grado del secondo tetracordo.

VI° Grado - SOPRADOMINANTE :
Grado di passaggio , non ha una particolare importanza

VII° Grado -SENSIBILE , SOTTOTONICA:
Sensibile: Quando dista un semitono dalla nuova tonica, da quest'ultima viene attratta determinando una risoluzione obbligatoria ( con movimento di semitono ascendente ).

Sottodominante: Quando dista un tono dalla nuova tonica, non si crea quella particolare sensazione di risoluzione.


12° POST - INTERVALLI

INTERVALLI

Lo studio e la classificazione degli intervalli trova la sua importanza nella costruzione delle varie scale musicali e degli accordi.
Per intervallo si intende il rapporto in altezza tra due suoni ovvero la loro distanza.
Abbiamo già visto che la distanza maggiore tra due suoni congiunti si chiama tono e quella minore semitono, ma si possono calcolare anche le distanze tra suoni disgiunti.
Gli intervalli si classificano per grandezza e per specie.
  1. PER GRANDEZZA
    Si misura contando i suoni che abbraccia compreso quello iniziale
    Es: DO - RE due suoni ( intervallo di seconda)
    DO - MI tre suoni ( intervallo di terza )
    DO - FA quattro suoni ( intervallo di quarta )
    ecc....
    Possiamo partire da qualsiasi nota e il procedimento è sempre lo stesso:
    Es: SOL - LA ( seconda )
    SI - RE ( terza )
    MI - LA ( quarta )
    Il procedimento vale anche per il moto discendente
    L'importante è rispettare la successione delle note come già la conosciamo
Un intervallo costituito da suoni di medesima altezza di definisce Unisono viene classificato come intervallo giuso.
Un intervallo, determinata la sua grandezza (numerica) , può assumere molte sfumature a seconda dei toni e semitoni da cui è composto.
Un intervallo può essere :

MAGGIORE
MINORE
GIUSTO
ECCEDENTE
DIMINUITO
PIÙ CHE ECCEDENTE
PIÙ CHE DIMINUITO
PIÙ PIÙ CHE ECCEDENTE
PIÙ PIÙ CHE DIMINUITO.
. . . . .


Tutte queste caratteristiche sono comunque in relazione alla grandezza.
Analizziamo ora tutti i possibili intervalli maggiori , minori e giusti in base ai toni e semitoni che li compongono:



Per gli intervalli eccedenti e più che eccedenti e più più che eccedenti si rispetti quanto segue

Ad un intervallo maggiore se si aggiunge un sT diventa eccedente, a sua volta con l'aggiunta di un altro semitono diventa più che eccedente e così via. La regola vale anche in senso contrario.

Se ad un intervallo minore si toglie un sT diventa diminuito, a sua volta diventa più che diminuito e così via ed anche in senso contrario.

Anche per gli intervalli giusti il procedimento e lo stesso, ma non potendo essere ne Maj o Min
potranno diventare solo ecc o dim .

( Per aggiungere o togliere uno o più semitoni bisogna far uso dei segni di alterazione)






Bisogna prestare molta attenzione nel classificare intervalli le cui note hanno entrambe segni di alterazione.
Es: DO g LAe = sesta diminuita
Fa e SOL g = seconda più che eccedente

Metodo pratico per risolvere intervalli con alterazioni

Analizziamo il primo esempio DO g LAe
Togliamo le alterazioni e classifichiamo l'intervallo
( sesta maggiore 4T e 1sT)

Aggiungendo un diesis al DO
abbiamo innalzato la nota di un sT ,
quindi abbiamo accorciato la
distanza che separa i due suoni ,
quindi abbiamo tolto un sT
( sesta minore 4T )


aggiungendo un bemolle al LA
abbiamo abbassato la nota di un sT ,
quindi abbiamo ulteriormente
accorciato la distanzia tra i due suoni, quindi
abbiamo tolto un altro sT
( sesta diminuita 3T e 1sT )


INTERVALLI GIUSI

Analizziamo lo schema seguente e vediamo perché gli intervalli di quarta, quinta ed ottava
si definiscono giusti

Calcolando i T e sT che compongono gli intervalli di seconda, terza, sesta e settima nel moto ascendente possiamo notare che sono tutti maggiori di 1sT rispetto a quelli discendenti tranne quelli di quarta, quinta e ottava che conservano i medesimi rapporti di T e sT quindi si definiscono giusti ( eccezion fatta per l'intervallo di quarta scendente Fa – Si che per sua natura è già eccedente e per il l'intervallo di quinta ascendente Si – Fa che è diminuito ).


RIVOLTI

Un intervallo nella sua formazione naturale viene detto diretto.
Trasportando il suono più grave all'ottava superiore o vice versa ( suono più acuto all'ottava inferiore ) si ha il suo rivolto , nel primo caso parleremo di rivolto superiore , mentre nel secondo di rivolto inferiore.




Un intervallo diretto ed il suo rivolto non mantengono la stessa grandezza.
Ecco il rapporto di grandezza tra intervalli diretti con i propri rivolti:



Cambiando in rapporto di T e St , cambia anche la specie secondo questo schema:


L' intervallo Giusto Rimane Giusto
L' intervallo Maggiore Diventa Minore
L' intervallo Minore Diventa Maggiore
L' intervallo Eccedente Diventa Diminuito
L' intervallo Diminuito Diventa Eccedente
L' intervallo Più che eccedente Diventa Più che diminuito
L' intervallo Più che diminuito Diventa Più che eccedente


Il tutto vale anche in presenza di alterazioni.


CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVALLI SECONDO LA SPECIE

Una volta determinata la grandezza di un intervallo possiamo specificarne altre caratteristiche :

INTERVALLO MELODICO O ARMONICO:
MELODICO: quando i due suoni che lo compongono si susseguono nell'ordine di tempo ( uno dopo l'altro / dimensione orizzontale ), può essere ascendente o discendente.
ARMONICO: quando i due suoni sono suonati simultaneamente ( dimensione verticale ) , si considera sempre ascendente.

INTERVALLO CONGIUNTO O DISGIUNTO:
CONGIUNTO: quando i suoni sono contigui ovvero non ci sono altri suoni in mezzo ( intervalli di seconda Maj o min )
DISGIUNTO: quando i suoni sono separati tra di loro ( intervalli di terza , quarta , quinta , ecc.)


INTERVALLI SEMPLICI O COMPOSTI:
SEMPLICI: quando l'intervallo è compreso nell'ottava ( l'intervallo di nona viene considerato cone semplice , per la sua importanza armonica )
COMPOSTO: quando è più grande dell'ottava ( intervalli di decima , undicesima ecc.)
e sono composti da un intervallo di una o più ottave sommate ad un intervallo semplice.

INTERVALLI CONSONANTI O DISSONANTI:

CONSONANTI: quando generano una sensazione di stabilità e rilassamento , agevole alla percezione. Si dividono in:
Consonanze perfette: ne fanno parte gli intervalli di quarta, quinta ed ottava giusta.
Consonanze imperfette : ne fanno parte gli intervalli di terza e sesta Maj e min.

DISSONANTI: quando generano una sensazione di instabilità , di tensione e di movimento.
Una dissonanza cerca sempre una risoluzione verso una consonanza.
Ne fanno parte gli intervalli di seconda e settima Maj e min e tutti gli intervalli ecc ,dim , più che ecc , più che dim .

11° POST - LE ALTERAZIONI

TONO E SEMITONO


Le sette note si ripetono in modo ciclico per moto ascendente o discendente , variando la propria altezza ( moto ascendente le note diventano più acute, moto discendente diventano più gravi ).
Anche se la successione è congiunta, tra una nota e l'altra non c'è una distanza uguale: alcune hanno una distanza maggiore altre minore.
La distanza maggiore tra due note congiunte prende il nome di TONO ( T )
La distanza minore tra due note congiunte prende il nome di SEMITONO ( sT )
Il tono è formato da due semitoni

La figura sottostante ci mostra la distanza tra le sette note

Possiamo notare come la distanza di Tono ( es. Do Re ) sia formata da due semitoni.
Questa suddivisione in semitoni può avvenire grazie ai segni di alterazione o accidenti musicali


LE ALTERAZIONI
( ACCIDENTI MUSICALI)
Le alterazioni sono segni grafici che posti prima di una nota ne modificano l'altezza di uno o due semitoni ascendenti o discendenti.
Le alterazioni possono essere :

Costanti ( permanenti o in chiave):
Quando sono poste all'inizio di un brano subito dopo la chiave e prima dell'indicazione di metro
in questo caso valgono per tutta la durata del brano. Se ne possono trovare al massimo sette ( sia per i diesis che per i bemolli) ed hanno un ordine di successione preciso. Per essere annullata si usa il bequadro , ma ha valore solo per la battuta in cui è posto, nella successiva l'alterazione riacquista la sua funzione.

Le tabelle di seguito ci mostrano la successione degli accidenti in chiave e la loro disposizione sul pentagramma

Momentanee ( transitorie o di passaggio):
Quando si trovano saltuariamente nel corso di un brano, in questo caso alterano solo la nota nella battuta in cui si trovano.


Di precauzione ( di rammento):
Si trovano lungo il brano, di solito sono poste fra parentesi, servono per rammentare che una nota è alterata o ritorna al suo stato naturale.



Grazie alle alterazioni possiamo capire che ogni suono pur mantenendo la stessa altezza può assumere nomi diversi

Questa caratteristica fa si che suoni che risultano da note di nome diverso ma di uguale intonazine prendano il nome di souni omologhi o omofoni.

10° POST - IL RITMO - INDICAZIONE DI METRO

Con il termine ritmo intendiamo la successione di movimenti che si ripetono sempre uguali per velocità e per tempo, mentre un qualsiasi movimento che non si ripete regolarmente si dice aritmico. Il ritmo è quindi formato da una successione regolare di momenti forti ( battere) e momenti deboli (levare). Il raggruppamento di queste successioni ritmiche all'interno della battuta prende il nome di MISURA


Ogni misura può essere a suddivisione binaria , ternaria , quaternaria o quinaria in base ai movimenti che le compongono.


Suddivisione binaria : 2 movimenti per battuta

Suddivisione ternaria : 3 movimenti per battuta

Suddivisione quaternaria : 4 movimenti per battuta

Suddivisione quinaria : 5 movimenti per battuta


Per stabilire la grandezza e l'ordinamento di ogni misura si usa un numero frazionario posto all'inizio del pentagramma subito dopo la chiave, questo numero frazionario prende il nome di METRO ( O TEMPO ).


Esistono vari gruppi di tempi:

TEMPI FONDAMENTALI

TEMPI PER AUMENTAZIONE

TEMPI PER DIMINUZIONE

TEMPI MISTI O ASIMMETRICI

Tutti si dividono in TEMPI SEMPLICI ( suddivisione binaria ) e TEMPI COMPOSTI ( suddivisione ternaria ) tranne i tempi misti che hanno caratteristiche diverse.
Per il momento analizzeremo i tempi fondamentali.
                     
                                                    TEMPI FONDAMENTALI


TEMPI SEMPLICI: ogni movimento ha sempre una suddivisione binaria, ne fanno parte i 2/4 - 3/4 - 4/4

nei tempi semplici il numeratore indica il numero dei movimenti mentre il denominatore il valore di ogni movimento.

ES: nel tempo di 2/4 si avranno 2 movimenti di un quarto ciascuno.



Ogni tempo semplice ha il suo corrispettivo tempo composto a suddivisione ternaria ma mantiene il numero dei movimenti, ne fanno parte i 6/8 - 9/8 - 12/8

Nei tempi composti il numeratore indica il numero delle suddivisioni mentre il denominatore il valore di ogni suddivisione.

Per riassumere i tempi semplici con i rispettivi tempi composti hanno in comune il numero dei movimenti , ma differiscono per il numero delle suddivisioni.


Per ricavare un tempo composto da uno semplice bisogna moltiplicare il numeratore per 3 e il denominatore per 2.

Vice versa per ottenere un tempo semplice da uno composto bisogna dividere il numeratore per 3 e il denominatore per 2.

9° POST - USARE IL MOVIMENTO PER SCANDIRE LA DURATA DEI SUONI

Abbiamo detto che ad ogni movimento associamo una nota da un quarto , quindi se dovessimo eseguire un andamento di 4 note da un quarto dovremmo fare 4 movimenti completi.
Il nome della prima nota dovrà essere detto nel momento in cui la mano va in battere e deve durare fino al momento del levare ( ricordo che lo spazio all 'interno del movimento deve essere sempre costante )




Per le note da due quarti si faranno due movimenti e si manterrà il nome della nota per tutta la sua durata

così vale per le note da quattro quarti ( si faranno 4 movimenti )

Il concetto cambia in presenza di valore di durata inferiore al quarto ( ottavi , sedicesimi , ecc. )
Partiamo dall'ottavo:
Siccome un ottavo è la metà di un quarto dovremmo inserire una nota in battere ed una il levare, quindi il suono dura per mezzo movimento.
Avremmo quindi un ottavo in battere ed una in levare.

Per i sedicesimi siccome sono la metà dell' ottavo avremmo due note in battere e due in levare.
e così via man mano che i valori si dimezzano.

Bisogna fare molta attenzione che ogni movimento sia sempre uguale all'altro e che ogni nota abbia la stessa durata.
In presenza di pause il movimento non cambia , si conterà la pausa con il suo valore.
Es:
La pausa dell'intero si conteranno quattro movimenti ( contando fino a quattro , ogni singolo numero deve stare in un movimento )
La pausa della metà si conta fino a due ( mantenendo sempre il movimento invariato )
Ogni pausa del quarto si conterà uno
Per la pause dell'ottavo si dovrà contare dicendo " UN
Per quanto riguarda i sedicesimi il concetto è uguale agli ottavi , ma naturalmente sarà più veloce, in quanto durano la metà.

8° POST- IL MOVIMENTO-introduzione

Introduciamo ora il concetto di  " movimento " , per capire meglio i concetti futuri.
Nella pratica del solfeggio per movimento si intende il gesto della mano che si muove dall'alto verso il basso, con velocità e ampiezza costante.
Questo gesto serve per avere come riferimento uno spazio al cui interno si possono suddividere le varie forme ritmiche.
Il movimento che va dall'alto verso il basso si dice in battere, mentre quello che va dal basso verso l'alto si dice in levare.



Ora possiamo avere un riferimento di durata. Se associamo questo movimento con la durata di una nota o pausa di un quarto otteniamo una suddivisione


Lo spazio all'interno del movimento deve essere sempre uguale, nel momento in cui la mano scende in battere si dirà il nome della nota o si emetterà un suono tipo " TA"  (a seconda del tipo di solfeggio che si stà effettuando) che si prolungherà fino al momento del levare.
Per concludere possiamo definire il movimento come un susseguirsi costante di due momenti ,uno in battere ed uno in levare.
Più avanti esamineremo meglio la pratica del solfeggio.

7° POST -FIGURE DI DURATA

Le note che rappresentano i suoni assumono aspetti diversi a seconda della loro durata relativa, queste forme vengono chiamate figure di durata.
Anche le figure di silenzio hanno una loro grafia e devono essere misurate mantenendo il concetto di durata relativa.

FIGURE DI DURATA DELLE NOTE

Nell'esempio sovrastante si ha l'aspetto grafico del valore di durata, il valore numerico espresso a parole, il valore numerico espresso sotto forma di frazione ed il nome effettivo della figura di durata.


FIGURE DI DURATA DELLE PAUSE in relazione alle note


Partendo dall'intero ogni figurazione (sia delle note che delle pause) sucessiva vale la metà del valore precedente.

6° POST -LE CHIAVI

LE CHIAVI MUSICALI

All'inizio di un pentagramma si posiziona la chiave musicale o Chiave, essa è un simbolo grafico che identifica l'altezza di una nota ben definita rispetto alla quale si leggono e si intonano tutti gli altri suoni che ne derivano.
Le principali chiavi sono 3


La chiave di Sol detta anche chiave di violino o chiave di canto identifica la nota Sol posizionata sul secondo rigo (in un doppio pentagramma si riferisce a quello superiore)

La chiave di Fa è detta anche chiave di basso e identifica la nota Fa posizionata sul quarto rigo (in un doppio pentagramma si riferisce a quello inferiore).

La chiave di Do identifica la nota Do. Questa chiave rispetto alle altre è mobile in altezza sul pentagramma si può spostare su tutte le righe quindi a seconda della posizione che assume cambia la relativa posizione del Do. ad ogni altezza assume un nome ben preciso



In un doppio pentagramma occupa la posizione centrale, non è mai segnata ma viene sottintesa quindi indica il Do centrale ai due pentagrammi creando una linnea immaginaria tra i due è per questo che si contano undici linee
l'esempi sottostante esemplifica questo concetto


L'insieme di tutte le posizioni delle chiavi prende il nome di SETTICLAVIO in quanto sono sette le posizioni che esse assumono.

5° POST- IL PENTAGRAMMA

IL PENTAGRAMMA

Naturalmente per poter scrivere le note in modo corretto abbiamo bisogno di una "griglia" su cui posizionarle si usa quindi il pentagramma.
Il pentagramma ( dal greco penta=5 e gramma=disegno)è un sistema di 5 linee orizzontali e parallele in cui si intercalano 4 spazi, le note vengono posizionate sia sulle righe che negli spazi, il pentagramma si legge da sinistra verso destra e dal basso verso l'alto, la note posizionate nella parte inferiore del pentagramma rappresentano i suoni gravi man mano che si sale i suoni diventano più acuti.



Nel caso l'altezza di una nota e molto grave o molto acuta e il pentagramma non basta si usano dei piccoli segmenti di lineâ posti sopra o sotto il pentagramma detti tagli addizzionali.



Non vi è un numero fisso di quanti se ne possono aggiungere.

Il pentagramma può essere singolo - doppio o multiplo

pentagramma singolo

si usa per la notazione di strumenti la cui estensione di note può essere inserita in un unico pentagramma


pentagramma doppio o endecagramma (dal greco endeca=11 gramma=disegno)

Il doppio pentagramma è usato per tutti quegli strumenti la cui estensione di note non può essere racchiusa in un unico pentagramma ( pianoforte- arpa ecc..)

Il pentagramma multiplo è un insieme di pentagrammi lo si usa per le partiture d'orchestra o per ensamble di più strumenti o per partiture corali ecc..





LA BATTUTA

Il pentagramma è suddiviso da delle stanghette verticali dette stanghette di battuta, questo per rendere più agevole la lettura, lo spazio all'interno di queste stanghette si chiama Battuta.


esempio della posizione delle sette note sul pentagramma